Guida al crowdfunding sportivo in 10 punti!

In questi primi anni di attività con Triboom ci siamo trovarti a collaborare con numerose società sportive e le loro community di tifosi. Ogni progetto si è presentato diverso dall’altro a causa di numerosi fattori, soprattutto per la dimensione e la tipologia delle singole società e della sua base di supporter, oltre naturalmente alla presenza (o meno) di un reparto marketing specializzato al suo interno.

Le strategie e gli strumenti da mettere in campo sono stati comunque molto simili all’interno delle varie casistiche. Per facilitare la comprensione da parte dei lettori e dei followers di Triboom o semplicemente da parte di chi sta pensando di approcciarsi al crowdfunding nel mondo sportivo, abbiamo deciso di fornire una breve e sintetica guida in 10 punti, frutto della nostra esperienza.

Partiamo da una premessa fondamentale: le campagne di crowdfunding, rivolte allo sport come in generale ad altri ambiti, non rappresentano un rapido canale per un facile fatturato economico ma si tratta di progetti di marketing che necessitano strategia, pianificazione, conoscenze basilari di comunicazione e marketing ma soprattutto costanza nelle attività e una buona dose di pazienza.

Certamente si parte con qualche vantaggio quando si opera nell’ambito sportivo, grazie alla presenza di community e fan base già esistenti e attive non solo online ma in maniera fisica e tangibile. Quasi come una fede religiosa, l’attaccamento alle sorti di una squadra, di una maglia o di una bandiera è qualcosa che con ogni probabilità non cambierà mai, si tratta di una passione autentica che potrà vivere di alti e bassi nel tempo ma che non svanirà mai.

La tecnologia e i social media inoltre hanno agevolato la fruizione da parte degli appassionati di contenuti sportivi e nel contempo per le società (e per le aziende) si sono moltiplicati i canali disponibili per conversare in tempo reale con i propri sostenitori e appassionati, in un circolo virtuoso di intrattenimento e offerte commerciali sempre più differenziate e “customizzate”.

Ecco qui in questi 10 punti i nostri preziosi consigli, tutti meritevoli di ulteriori approfondimenti:

1) Definire l’obiettivo e la mission della campagna di crowdfunding, specificando nei dettagli il target di raccolta e come andrà poi reinvestita la cifra donata dai vari sostenitori. C’è bisogno di progetti concreti e attuabili, che vadano a toccare la sfera sociale o a migliorare le attività della società. Alcuni esempi? Diverse società hanno investito la raccolta economica delle campagne per la costruzione o la rinnovamento di strutture sportive o per migliorare l’offerta sportiva e didattica dei propri settori giovanili. In altre situazioni invece si sono verificati progetti di solidarietà dedicati ad enti esterni, ad esempio un Ospedale Pediatrico dedicato alla cura dei bambini o per aiutare le zone del Centro Italia colpite dal terremoto.

2) Creare un piano appetibile di rewards e aste, determinando quelle che saranno le ricompense per i sostenitori, sia fisiche e tangibili che quelle immateriali ed emozionali. Occorre pensare a merchandising esclusivo, oltre ad esperienze semplici ma significative da far vivere ai tifosi, avvicinandoli ancora di più alla vita della squadra delle società.

3) Stabilire i mezzi e gli strumenti con cui comunicare le attività: il sito web con banner e articoli dedicati, la newsletter indirizzata al proprio database di contatti, i profili social come la pagina e i gruppi Facebook, gli account Twitter e Instagram. E’ necessaria inoltre una produzione di contenuti dedicati al progetto , con immagini e grafiche che rappresentino un’autentica campagna di comunicazione ufficiale comprensiva, dove possibile, anche di una produzione video, per rendere ancora più forti e coinvolgenti le finalità dell’iniziativa. Le comunicazioni devono essere costanti e variegate durante tutto l’arco della campagna.

4) Coinvolgere direttamente gli atleti e i personaggi riconosciuti dalla fan base, con sketch video e altre testimonianze dirette a sostegno del progetto, per invitare così i tifosi a partecipare ancor più attivamente alle varie iniziative proposte.

5) Advertising, altra parola magica. Molte volte le attività sul web e sui social vengono visualizzate solo da poche persone. Attivando invece promozioni a pagamento, in special modo su Facebook, con piccoli investimenti si possono ottenere ottimi risultati in termini di visibilità e performance dei vari contenuti pubblicati. Provare per credere!

6) Durante il corso della campagna è sempre utile monitorare i risultati ottenuti, per comprendere quanto le attività siano realmente efficaci e non perdere tempo lavorando a vuoto. Ci sono strumenti gratuiti e facili da utilizzare, come Google Analytics e Facebook Insights, mentre per i più esperti consigliamo altri tool come Sprout Social.

7) L’account su Triboom, piattaforma di sviluppo della community e “casa” del progetto di crowdfunding, deve risultare un luogo e uno strumento ufficiale della società. Dovrà essere presentato quindi in maniera adeguata ai fan, spiegando i motivi della sua apertura e le possibilità riservate ai supporter, invitandoli a iscriversi in maniera facile e gratuita!

8) “Gamification” e “User Generated Content” sono due concetti cruciali: la “magia” nasce quando i supporter partecipano su Triboom con contenuti propri e commenti ai contenuti di altri utenti. Questa è un’attività che crea continuo valore, non soltanto economico ma soprattutto umano, facendo accrescere il senso di appartenenza ai colori della propria squadra.

9) Integrazione tra Online & Offline: condividiamo quotidianamente in rete contenuti e rewards ma è necessario poi prestare attenzione alle relazioni e alle attività pratiche, ad esempio organizzando le consegne dei premi durante le gare ufficiali, continuando a coinvolgere anche i giocatori e il management societario e mettendo sotto la luce dei riflettori tutti i supporter che sostengono anche economicamente le attività societarie.

10) Public Relations: le attività e le campagne vanno condivise non solo con i tifosi ma anche con altri importanti protagonisti nel territorio, come le istituzioni e le aziende sponsor o con altri addetti ai lavori nello stesso settore di appartenenza, come società sportive o media specialistici (tv, radio, giornali, portali online).

Dopo questi dieci punti decisamente densi e impegnativi (ma tutti realizzabili!), ricordiamoci un ultimo dettaglio non di poca importanza: una volta terminata la campagna occorre mantenere l’attenzione sui risultati ottenuti, comunicando tutte le attività relative al finanziamento dei progetti protagonisti delle campagne e continuando nel contempo a curare la community di tifosi, dando importanza ai propri sostenitori anche quando non viene chiesta a loro una partecipazione economica.

Speriamo di avervi messo un po’ di curiosità e tanta voglia di affrontare un percorso simile a quello sopra delineato, il nostro staff è sempre a disposizione per fornirvi ulteriori dettagli e stabilire con voi le linee progettuali iniziali per qualsiasi progetto di crowdfunding dedicato alla vostra squadra o alla vostra organizzazione sportiva.

Scriveteci e costruiremo assieme un progetto memorabile!